CEDOLARE SECCA applicabile ai contratti di locazione fra locatori persone fisiche e conduttori che operano nell'ambito di attività d'impresa o professionale. Se l'immobile viene utilizzato per finalità abitative di collaboratori e dipendenti? La Suprema Corte sembrava aver messo un punto fermo sulla vexata quaestio concludendo per l'applicabilità della cedolare secca anche all'ipotesi del conduttore impresa o professionista a condizione che l'immobile fosse desinato all'uso abitativo di dipendenti o collaboratori. Quest'interpretazione si poneva in linea con alcune decisioni della Giustizia Tributaria (non sempre univoche). Così per esempio la Corte Giustizia Tributaria Lombardia dell'08/11/23 n. 3289 concludeva che "La condizione riguardante il profilo soggettivo locatario non è in alcun modo prevista dalla norma, nè la stessa può essere surrettiziamente introdotta da un atto interno amministrativo quale la circolare AdE, che non costituisce fonte del diritto tributario, bensì mero atto regolatorio dell'attività dell'amministrazione, vincolante solo per i propri dipendenti e giammai per i contribuenti". In data 26/03/25 il Ministero dell'Economia, in risposta a un'interrogazione parlamentare, ha concluso invece per l'esclusione dell'applicazione della cedolare secca ai contratti di locazione in cui il conduttore agisca nell'ambito di un'attività d'impresa o professionale, ritenendo la sent. Cass. 12395/24 una decisione al momento isolata, così come espresso anche dall'Ade - Dir. Regionale Toscana - interpello 911-7/2025. AdE sceglie la linea dell'attesa, anche "a tutela delle esigenze di gettito erariale". Si dovrà pertanto attendere la formazione di un consolidato indirizzo interpretativo.